Pouvefaire’s Weblog


Internet, apre il primo centro commerciale virtuale italiano
Giugno 2, 2008, 7:00 am
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MILANO (Reuters) – Siete stanchi di passare i vostri sabato pomeriggio in affollati centri commerciali ma non volete rinunciare al piacere di curiosare tra una vetrina e un’altra?

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Martedì prossimo aprirà i battenti Virtuy, il primo centro commerciale virtuale italiano (www.virtuy.com).

Una struttura con tanto di scale mobili, ascensori e corridoi ispirata alla piattaforma web di Second Life, che consentirà agli utenti di passeggiare fra una cinquantina di negozi e visionare i prodotti stando comodamente seduti a casa propria.

Attraverso una sorta di personaggio da videogiochi, l’utente può entrare in un negozio di elettronica, di scarpe o di abbigliamento e osservare modelli tridimensionali per vedere la foggia di un vestito su un manichino o quella di un paio di sandali, proprio come in un negozio di cemento e mattoni.

“Volevamo aggiungere all’esperienza dello shopping su internet l’aspetto emotivo che manca ai tradizionali siti di ecommerce”, dice a Reuters Giovanni Mastropasqua, direttore commerciale di Esimple, la società che ha creato Virtuy.

“Proprio come nelle boutique vere, non sarà esposta tutta la merce, ma solo i pezzi più significativi”, dice Mastropasqua.

Gli oggetti esposti in vetrina o sugli scaffali saranno visionabili in tre dimensioni grazie a foto digitalizzate e lavorate con programmi appositi. Per il resto, appariranno menù a tendina che forniranno informazioni sulle varianti e sulle caratteristiche relative ai prodotti non esposti.

Non tutti i negozi presenti nel centro commerciale sono visitabili in modalità tridimensionale, avverte Mastropasqua. Per alcuni, come quelli di abbigliamento, l’esperienza tridimensionale può fare la differenza. Per altri invece, come le erboristerie o i negozi di orologi, non dà un valore aggiunto, e il sito si limita quindi ad offrire le applicazioni di un tradizionale negozio online.

Come qualsiasi centro commerciale, però, Virtuy vuole anche diventare un luogo di aggregazione, e i suoi architetti hanno studiato la possibilità per gli utenti virtuali di fermarsi a parlare tra loro, attraverso una sorta di chat per scambiare opinioni su prodotti e offerte.

Gli spazi commerciali sono interamente personalizzabili e i prezzi degli affitti variano secondo logiche simili a quelle che dominano la realtà: a seconda della posizione del negozio e della sua visibilità, variano dai 1000 ai 15.000 euro all’anno.

I creatori di Virtuy dicono di aver preso ispirazione dall’idea alla base di Second Life, ma garantiscono di aver migliorato l’esperienza della navigazione tridimensionale grazie a nuovissimi software più leggeri e veloci. Unico limite di questa tecnologia è che richiede, oltre ad una connessione veloce, anche un computer che vanti buone prestazioni.

Fino ad ora, però, oltre alla comodità di non doversi muovere da casa, il segreto dell’ecommerce è stato anche nella competitività dei prezzi che si spuntano in rete.

A questo riguardo, Esimple sostiene di essere riuscita ad imporre ai produttori che hanno aderito all’iniziativa di offrire sempre il minor prezzo fra quelli proposti in rete.

La struttura è pensata in grande per arrivare ad ospitare fino a 600 esercizi commerciali diversi.

Al momento sono una cinquantina i posti prenotati, ma Mastropasqua è ottimista per il futuro e vorrebbe che Virtuy diventasse una vetrina per tutto quello che di meglio si produce in Italia.

“Miriamo ad attirare anche i grandi marchi del lusso e della moda made in Italy. Ma per quelli bisogna aspettare. Prima dobbiamo dimostrare che l’idea funziona e poi sono sicuro che arriveranno anche loro”.


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